domenica 8 gennaio 2023

NEWS - Mese di gennaio 2023 - PROPONIAMO

 Buongiorno a tutte e buon anno nuovo,

per il mese di gennaio l'appuntamento che vi proponiamo è:

 

16 gennaio 2023: Giornata mondiale della neve (terza domenica di gennaio). 

La Giornata mondiale della neve è stata istituita nel 2012 per promuovere la conoscenza degli sport invernali tra i giovani e per favorire la riflessione sull’importanza di salvaguardare la neve per le generazioni future.
 L’ICONA SALUS POPULI ROMANI
 


PATRIARCALE BASILICA PAPALE DI SANTA MARIA MAGGIORE - ROMA

(Ultima Domenica del mese di Gennaio)

Festa della
Traslazione dell’Icona della Salus Populi Romani
 

La Vergine Maria (Vergine prima, durante e dopo il parto) per opera dello Spirito Santo ha generato il Salvatore dell'uomo Gesù Cristo il Dio-Uomo l'"Acheropita" Divina. Anche per la Madre di Dio esiste una "immagine acheropita" ossia non dipinta da mano d’uomo, molto antica: la Madre di Dio di Lidda, detta anche "Madonna di Roma o Salus Populi Romani".

 La tradizione di questa icona fa risalire la sua origine al tempo degli Apostoli. Quando Pietro e Giovanni ebbero convertito una grande folla a Lidda in palestina, vi eressero una chiesa consacrata alla Madre di Dio. Chiesero poi a Maria di visitare quella chiesa, ma la Madre di Dio rispose: "Andate con gioia, perché io sarò con voi!".

 Quando gli Apostoli arrivarono alla chiesa di Lidda, trovarono su una delle sue colonne un'immagine della Madre di Dio, miracolosamente fatta "senza mano d'uomo". Più tardi, la Vergine in persona visitò questa chiesa: benedisse l'immagine e le conferì la grazia di compiere miracoli. San Luca Evangelista vuole la Tradizione, che ricopiasse questa immagine facendone copia.  L’immagine di San Luca fu poi custodita gelosamente.  Alla vigilia dell'iconoclasmo, ossia di quel movimento (composto da presunti difensori della fede ispirati dal Diavolo) che voleva distruggere tutte le immagini sacre, un monaco palestinese, San Germano, custodì questa immagine miracolosa portandola con se a Costantinopoli, dove in seguito fu eletto Patriarca.  Quando nel 730 l'imperatore Leone l'Isaurico scatenò la distruzione delle icone, il Patriarca San Germano, fervente difensore della sacre immagini, fu destituito dalla sua carica ed esiliato.  San Germano insieme al grande Padre della Chiesa San Giovanni Damasceno detto il Teologo dell’Immagine (che ha scritto opere fondamentali per il culto dell’immagine) nelle loro argomentazioni dimostrarono che si poteva tranquillamente venerare le Sacre Immagini perché con l'Incarnazione, è stata radicalmente mutata la relazione fra il Creatore e le creature, nell’immagine si venera il Creatore non l’immagine in se.

 San Germano visto il rischio di distruzione della Salus, prima di imbarcarsi, scrisse una lettera al Papa San Gregorio Magno, la fissò sull'icona e l'affidò al mare.  L'icona arrivò fino a Roma. San Gregorio, avvertito da un sogno, la ricevette col clero, in preghiera, sulla riva del Tevere. Quando il Papa ebbe terminato la preghiera, l'icona si sollevò e venne a posarsi tra le sue mani. Fu portata in processione fino a San Pietro, e lì esposta alla venerazione dei fedeli.

 L’icona si trova nella Patriarcale Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, a Roma chiamata anche "Santa Maria della Neve", perché una prodigiosa nevicata il 5 agosto avrebbe delimitato il perimetro per l'edificazione della precedente basilica liberiana. La Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro grandi basiliche patriarcali è il primo santuario consacrato alla Madre di Dio in Roma e in Occidente, fu costruita sotto Papa Sisto III (432-440) e costituisce il monumento celebrativo del Concilio di Efeso (431), il quale assieme alla Divinità di Cristo definiva anche la Divina Maternità di Maria, conferendole il titolo di Theotòkos.

 Nel secolo XVI si ricorda il miracolo più grande attribuito a questa immagine. Roma era invasa dalla peste il Papa San Pio V portò in processione l’icona fino a San Pietro. Prima di arrivare alla Basilica ci fu un grande prodigio luminoso nel cielo: tutto il popolo lo vide distintamente. Il Papa comprese che la peste sarebbe presto finita come di fatto accadde da lì a poco tempo. L'origine di questa icona, ha un'importanza fondamentale per l'iconografia e la sua influenza sull'arte cristiana fu immensa. Essa infatti servì da modello a parecchie icone italiane fino al secolo XV, e venne interpretata ancora più tardi dagli artisti del Rinascimento.

 È la più antica immagine della Vergine conosciuta in Cina perché portata dai primi padri missionari che erano Gesuiti. In Etiopia esistevano migliaia di copie esatte dell'icona di Roma, che divenne l'icona canonica di questo paese. La si trova anche in Russia, dipinta da Teofane il Greco nella chiesa della Trasfigurazione a Novgorod, alla fine del secolo XVI (in seguito deve essere sparita, perché le pubblicazioni moderne su questa chiesa non ne parlano).

 Sebbene nel Medioevo l'icona di Santa Maria Maggiore non poteva essere copiata senza uno speciale permesso, fu molto diffusa in Occidente, soprattutto tra i Gesuiti, che la facevano riprodurre per le Congregazioni Mariane. Roma la considerava come la sua protettrice, e le diede il titolo di Salus Populi Romani, anche se tutti i cattolici sentendosi Apostolici e Romani si sentono di appartenerle.

 Per questa icona il Papa Paolo V fece costruire nel 1611 una bellissima cappella a Santa Maria Maggiore. Papa Pio XII le rese omaggio, quando proclamò il dogma dell'Assunzione nel 1950. Ogni anno il Papa immancabilmete si reca a portarLe omaggio. Il Sindaco di Roma in questo giorno, ogni anno, Le porta in dono un calice votivo, per chiedere alla Salus Populi Romani nome di tutti i romani, aiuto, protezione e salvezza. 

 Ora la copia che vediamo qui riprodotta eseguita per il Grande Giubileo del 2000 accompagna la Croce dei Giovani che è stata presente a Sydney (Australia) dove il Papa Benedetto XVI si è recato per la Giornata Mondiale della Gioventù.

La festa detta "della traslazione dell’Icona della Salus Populi Romani" è stabilita nella ultima Domenica del mese di Gennaio.

 

 

La neve merita di essere festeggiata. Non fossʼaltro che per la sua fondamentale importanza nel ciclo dell’acqua e per l’intero ecosistema. La neve è un fenomeno che ha sempre diviso: se per alcuni rappresenta ansia e caos per i possibili disagi che provoca al traffico stradale, per i servizi che
si paralizzano e perché sovente interrompe il corso delle giornate secondo i programmi stabiliti, per altri è pura gioia: pensiamo ai bambini che non si devono preoccupare di raggiungere alcun luogo lavorativo, ma che possono semplicemente infilare guanti e berretto e decidere come approfittare di
una giornata imbiancata.

Una vera manna dal cielo

Quando pensiamo alla neve come fenomeno strettamente naturale molti sono i meriti che le vanno riconosciuti. Gli studiosi ci confermano che è fondamentale per l’intero ecosistema del nostro pianeta. 

Pochissimi si ricordano che senza la neve è impossibile ricaricare le falde acquifere o garantire il curioso processo di “sminuzzamento” del terreno che lo rende pronto a raccogliere le semine primaverili. Quando la neve si scioglie, processo che normalmente avviene lentamente, essa va a unirsi goccia dopo goccia all’acqua del sottosuolo. È proprio da quest’acqua che le piante si possono nutrire durante l’inverno, ma anche durante i periodi di siccità prolungata. I fiocchi di neve sono anche un potente isolante termico che permette di isolare le radici degli alberi dal gelo. Più neve, più produttività nei campi, e per le zone che vivono di agricoltura, i fiocchi bianchi sono una vera e propria manna dal cielo. Non è un caso che le nonne e i nonni dicevano “sotto la neve pane, sotto l’acqua fame”. Ancora oggi nel mondo, in alcuni luoghi dove nevica spesso, si conservano le provviste alimentari sotto la neve. 

Ma il proverbio citato sopra si riferiva, appunto, anche al fatto che sotto la neve il grano e altri cereali sono coccolati e quindi si ottiene un miglior raccolto. Questi sono i benefici che concernono l’agricoltura e la conservazione degli alimenti, ma ce ne sono altri ancora più diretti e immediati per le persone. La neve è per esempio capace di liberarci dallo smog purificando l’aria. La pioggia è dieci volte meno efficace. Se la diminuzione dello smog è un effetto positivo delle nevicate per la salute di tutti noi, questo non è l’unico toccasana di cui è capace la coltre bianca. 

È comprovato che migliora la circolazione sanguigna, serve a tonificare la pelle, diminuisce i dolori e le infiammazioni. Anche le infezioni diminuiscono per le basse temperature, che non permettono a molti batteri di sopravvivere. Oltre ai benefici fisici, ci sono poi quelli psicologici: pare che vedere cadere i fiocchi di neve e contemplare il paesaggio innevato migliori il nostro benessere mentale.

https://www.youtube.com/watch?v=s6qmMGeUA7Q&t=62s

 


 Per ulteriori approfondimenti sulla NEVE, si consiglia la visione del mini documentario qui sotto.

https://youtu.be/c8dUwwtJAAI


 
«Dovremmo imparare dalla neve a entrare nella vita degli altri con quella grazia e quella capacità di stendere un velo di bellezza sulle cose». 

(Don Cristiano Mauri)

 Interessante vero? 

Deo gratias! alla prossima

Commissione Laudato sii

 

domenica 11 dicembre 2022

NEWS - Mese di dicembre 2022 - PROPONIAMO

 Buongiorno a tutte,

ecco la news di dicembre con le date principali che ci vengono proposte:

 

5 dicembre: Giornata internazionale del volontario per lo sviluppo economico e sociale

Il 5 dicembre di ogni anno, secondo quanto richiesto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si osserva la Giornata internazionale del volontario per lo sviluppo economico e sociale. Con tale risoluzione, i governi degli stati membri sono stati invitati a prendere misure per elevare la consapevolezza dell'importante contributo del servizio di volontariato, in modo da stimolare più persone di ogni condizione a offrire i propri servizi come volontari, sia nel proprio paese sia all'estero.

5 dicembre: Giornata mondiale del suolo


La Giornata Mondiale del Suolo venne istituita nel 2014 dalla Food and Agricolture Organization (FAO) delle Nazioni Unite per promuovere il ruolo vitale giocato dal terreno nello sviluppo e nel mantenimento della vita sul nostro pianeta.

L’evento  ha come scopo principale la sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al tema della tutela degli ecosistemi, fondamentali per la salute del nostro pianeta e dell’umanità intera.

11 dicembre: Giornata internazionale della montagna

 Nel 2022 sono infatti trascorsi vent'anni esatti da quello che fu riconosciuto come Anno Internazionale della Montagna, il 2002, occasione che portò all'istituzione della Giornata internazionale delle montagne, celebrata anche quest'anno l'11 dicembre in tutto il mondo.

Nel 2022 la Giornata Internazionale della Montagna cade il 11 dicembre (domenica).

Lasciamo pianure e città, attraversiamo boschi e scaliamo le montagne alla ricerca della natura e la pace. Le montagne, potenzialmente terribili e pericolose, ci ricordano quanto siamo piccoli e imperfetti e, soprattutto, che il mondo non gira intorno a noi.
Le montagne occupano quasi 27% della Terra e svolgono un ruolo cruciale nella crescita economica sostenibile. Le montagne ospitano il 15% della popolazione mondiale e 25% degli animali terrestri del mondo. Le montagne forniscono acqua dolce per la vita quotidiana a metà dell'umanità, energia e cibo, risorse che saranno sempre più scarse nei prossimi decenni. La loro conservazione è un fattore chiave per lo sviluppo sostenibile.
Le popolazioni di montagna possiedono grandi conoscenze, tradizioni e pratiche culturali uniche e preziose, le quali possono contribuire ad efficaci strategie di gestione del territorio. Infatti, le montagne vengono spesso viste come luoghi di turismo o di percorsi culturali. Il turismo di montagna rappresenta circa il 15-20% dell'industria turistica mondiale.
Sfortunatamente, le montagne sono minacciate dai cambiamenti climatici e dallo sfruttamento eccessivo.
Mentre il clima globale continua a riscaldarsi, la gente di montagna - alcune delle più povere del mondo - affrontano lotte ancora più grandi per sopravvivere. L'aumento delle temperature significa anche che i ghiacciai di montagna si stanno sciogliendo a velocità senza precedenti, influenzando le forniture d'acqua dolce.
Una crescente attenzione sull'importanza della montagna ha causato che l'ONU ha proclamato il 2002 come l'Anno Internazionale della Montagna. La prima giornata internazionale della montagna è stata celebrata per la prima volta l'anno successivo, il 2003.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si appresta nei prossimi giorni a proclamare il – 2022 l’Anno Internazionale dello Sviluppo Sostenibile delle Montagne accentuando l’importanza di azioni concrete in favore delle montagne.

Questo problema ci riguarda tutti. Dobbiamo ridurre la nostra impronta di carbonio e rispettare la natura.
Ognuno di noi può fare qualcosa per la montagna: raccogliere i rifiuti che troviamo sui sentieri, cercare di non danneggiare la flora e la fauna, e muoversi in piccoli gruppi per non disturbare gli animali. Le montagne e la natura lo apprezzeranno sicuramente. E l'11 dicembre non ci scordiamo di visitare le montagne!

Puoi approfondire con il video del CAI sulla giornata internazionale delle montagne.

https://www.facebook.com/clubalpinoitaliano/videos/815997532171053/

 Buona visione a tutte e un felice e SANTO NATALE dalla Commissione Laudato sii

https://www.youtube.com/watch?v=txcK2-VsQBg